Lavoro

Indennità di paternità Inarcassa

10 Dicembre 2019 -

Con il Decreto Legislativo n. 80/2015 è stata introdotta la tutela per la indennità di paternità per i liberi professionisti (artt. 18, 19, 20).

La tutela è estesa al periodo in cui sarebbe spettata alla madre libero professionista o per la parte residua, in caso di:

  1. morte o grave infermità
  2. abbandono del bambino;
  3. affidamento esclusivo al padre.

L’importo dell’indennità è commisurata all’80% del reddito professionale del secondo anno precedente l’evento, rapportato al periodo massimo di tutela di cinque mesi (tre mesi per l’affidamento), o per la parte non goduta dalla madre libero professionista.

L’indennità di paternità è erogata previa domanda, corredata dalla certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono il padre libero professionista ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Diversamente per l’indennità di maternità, Inarcassa.

La domanda può essere inoltrata dopo l’evento ma comunque:

  • nel caso di nascita, entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data del parto;
  • nel caso di adozione, affidamento preadottivo o provvisorio entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data di ingresso del bambino;
  • nel caso di aborto spontaneo o terapeutico, entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data dell’interruzione della gravidanza.

IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2018
INDENNITÀ DI PATERNITÀ art. 34 bis RGP 2012

I Ministeri vigilanti hanno approvato, con nota del 27 gennaio 2017, la modifica regolamentare che introduce dal 1° gennaio 2018 l’assegno di paternità in favore dei padri liberi professionisti iscritti ad Inarcassa, erogabile per il periodo in cui la madre non abbia diritto ad analoga indennità. Sono coperti gli eventi (nascita, adozione, affidamento) che avvengono dal 1° gennaio 2018.

SOGGETTI AVENTI DIRITTO
L’indennità spetta ai padri iscritti ad Inarcassa per la nascita del figlio o per l’ingresso in famiglia del minore adottato affidato (è escluso l’aborto) e copre i tre mesi successivi all’evento, per il periodo in cui la madre non ne abbia diritto (non ci può essere sovrapposizione di trattamenti di tutela):

  1. se entrambi i genitori sono liberi professionisti iscritti nelle rispettive Casse Professionali per tutto il periodo tutelato, la madre avrà diritto all’erogazione dell’indennità di maternità presso la sua Cassa ed al padre non spetterà l’indennità di paternità di Inarcassa.
    Solo qualora la madre non rimanesse iscritta presso la propria Cassa per l’intero periodo di tutela (dopo il parto o l’ingresso in famiglia del bambino) al padre spetterebbe l’indennità di paternità per il periodo di mancata copertura della madre;
  2. padre professionista e madre lavoratrice o titolare di trattamento di disoccupazione: se la madre è lavoratrice autonoma ha diritto alla specifica indennità erogata dall’INPS (art.66 D.Lgs.151/2001) o se è dipendente ha diritto al congedo obbligatorio retribuito (artt.20 e ss. D.Lgs 151/2001). L’indennità di maternità viene erogata dall’INPS anche se la madre è titolare di trattamento di disoccupazione (NASPI o equivalente). Il padre ha diritto all’indennità di paternità di Inarcassa solo se la moglie non ha autonomo diritto a questa tutela o ne ha usufruito in maniera parziale (ad esempio in caso di cessazione dell’attività della madre anche se si segnala al riguardo che l’indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità ai sensi dell’art.24 D.Lgs.151/2001);
  3. padre professionista e madre non lavoratrice: il padre ha diritto all’indennità perché la madre non ha diritto a nessuna altra forma di tutela.

Si segnala che, nel solo caso di adozione o affidamento (art.34 bis n.3), l’indennità spetta al padre nel caso in cui la madre non ne faccia richiesta o non ne abbia diritto.
 

OGGETTO DELLA TUTELA

  • Parto
    La tutela si estende ad un periodo massimo di tre mesi successivi alla nascita del bambino.
  • Adozione e affidamento
    Nel caso di adozione, affidamento preadottivo o provvisorio o affidamento esclusivo al padre la tutela si estende ad un periodo massimo di tre mesi dall’ingresso in famiglia del bambino. L’indennità spetta sia per l’adozione nazionale che per quella internazionale fino ai diciotto anni del minore.
     

MISURA DELL’INDENNITÀ

L’indennità di paternità è pari ai tre dodicesimi del 60% del reddito professionale percepito e denunciato ai fini IRPEF dal professionista iscritto nel secondo anno anteriore a quello dell’evento (es: in caso di nascita nel 2019, l’indennità sarà calcolata sul reddito 2017).

E’ prevista una indennità minima per i tre mesi di tutela.

Se l’iscrizione è inferiore ai tre mesi nel periodo indennizzabile, l’indennità viene riconosciuta in misura frazionata in base ai giorni di iscrizione maturati nel periodo oggetto di tutela. La riduzione viene effettuata anche sull’importo minimo.

MINIMO E MASSIMO EROGABILE

Il valore minimo dell’indennità è fissato nella misura corrispondente a tre mensilità di retribuzione, calcolata al 60% del salario minimo giornaliero stabilito per legge (art. 1 del D.L. n.402/1981, convertito con modificazioni dalla legge n.537/1981 e successive modificazioni), e risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella A e dai successivi decreti ministeriali di cui al secondo comma del medesimo articolo. Il valore massimo dell’indennità di paternità corrisponde a cinque volte il valore minimo.

Tali importi vengono determinati annualmente insieme a quelli relativi alla maternità e sono fissati per il 2019, in:

  • Euro 2.281,00 per l’indennità minima
  • Euro 11.405 per l’indennità massima

MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di indennità di paternità può essere presentata, compilando l’apposito modulo:

  • Parto: dopo il compimento del sesto mese di gravidanza della madre ed entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data del parto.
  • Adozione o affidamento: entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data di effettivo ingresso del figlio in famiglia.

Chi opta per il regime IVA del contribuente minimo o forfettario, può richiedere l’esonero dall’applicazione della ritenuta di acconto, utilizzando il modulo di dichiarazione (disponibile anche nella sezione documenti utili qui a destra).

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