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Reddito di cittadinanza (Rdc) e Pensione di cittadinanza (Pdc)

Rdc Pdc Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza

A decorrere dal mese di aprile 2019, con decreto-legge n. 4 del 28 gennaio 2019, è introdotto il Reddito di cittadinanza (RdC) quale misura di contrasto alla povertà, volta al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza (PdC) qualora tutti i componenti del nucleo familiare abbiano età pari o superiore a 67 anni.

Per inoltrare la domanda di :

Rdc o Pdc direttamente dal sito INPS.


La PdC può essere concessa anche nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite dall’allegato 3 al regolamento di cui al D.P.C.M. n. 159/2013, di età inferiore ai 67 anni.


Ai sensi dell’art. 4 del citato decreto, il beneficio è condizionato alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), resa dai componenti il nucleo familiare, ed alla successiva sottoscrizione del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego. Nel caso tra i componenti il nucleo non siano presenti componenti disoccupati da meno di due anni o in situazione similare, è invece prevista la sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale. Tale Patto sostituisce il Patto per il lavoro anche nel caso di nuclei che abbiamo già sottoscritto con i servizi del Comune un progetto personalizzato ai sensi del d.lgs. n. 147/2017, ovvero qualora i centri per l’impiego ravvisino la presenza di particolari criticità in relazione alle quali sia difficoltoso l’avvio di un percorso di inserimento lavorativo. I suddetti patti possono prevedere l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento, inserimento lavorativo e inclusione sociale con attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento del mercato del lavoro e dell’inclusione sociale. I maggiorenni di età pari o inferiore ai 29 anni sono comunque convocati dai Centri per l’impiego per la definizione del Patto per il lavoro, anche nel caso il loro nucleo familiare abbia sottoscritto un Patto per l’inclusione sociale. Il Rdc è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso comulativamente, al momento della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio dei requisiti previsti dalla legge.

Ai sensi dell’art. 3 del d.l. n. 4/2019, il beneficio economico sia per il Reddito di Cittadinanza che per la Pensione di Cittadinanza è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), sulla base delle informazioni rilevabili dall’ISEE e dal presente modello di domanda.

La quota A integra il reddito familiare fino ad una soglia massima, calcolata moltiplicando  6.000 per il corrispondente parametro della scala di equivalenza ai fini del Rdc/Pdc. Nel caso di Pensione di Cittadinanza la predetta soglia è elevata fino ad € 7.560 moltiplicati per la scala di equivalenza.

Qualora il nucleo risieda in abitazione in locazione, la quota B è pari al canone annuo di locazione fino ad un massimo di  3.360 annui, pari a  € 280  mensili per il RdC. Nel caso della Pensione di Cittadinanza, detto importo è ridotto a  1.800 annui, ossia € 150 mensili.

In caso di mutuo, contratto per l’acquisto o la costruzione della casa di abitazione, la quota B è pari alla rata del mutuo fino ad un massimo di  1.800 annui, ossia € 150 mensili sia per RdC che per PdC. Complessivamente, in caso di percezione di RdC e di PdC, non si potrà percepire un importo inferiore a  480 annui a titolo di integrazione al reddito e per locazione o mutuo.

Il valore dell’ISEE dovrà comunque essere inferiore a  9.360. Il parametro della scala di equivalenza, ai fini del RdC/PdC, è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1 , ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, così come definite ai fini dell’ISEE.

La scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti che si trovano in stato detentivo o sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra P.A.; la scala di equivalenza, inoltre, non tiene conto dei componenti del nucleo familiare disoccupati a seguito di dimissioni volontarie, nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa, né di componenti il nucleo sottoposti a misura cautelare personale, nonché a condanna definitiva intervenuta nei 10 anni precedenti la richiesta per i delitti previsti dagli artt. 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del codice penale.

Ai sensi dell’art. 3, commi 4 e 6, del d.l. n. 4/2019, il beneficio decorre dal mese successivo a quello della domanda ed è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali può essere rinnovato, previa sospensione di un mese. Tale termine di sospensione non opera nel caso della PdC che, pertanto, si rinnova in automatico senza necessità di presentare una nuova domanda. In caso di nuclei beneficiari del RdC è prevista la trasformazione della prestazione in Pdc qualora il più giovane dei componenti compia il 67° anno d’età in corso di godimento del RdC. La misura assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza dal mese successivo.

La domanda può essere presentata a partire dal sesto giorno di ciascun mese sino alla fine dello stesso.

Il RdC è compatibile con il godimento della NASpI e dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL), di cui rispettivamente all’articolo 1 e all’articolo 15 del d.lgs. n. 22 del 4 marzo 2015 o di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. Tali prestazioni hanno rilevanza ai fini del diritto e dell’ammontare del beneficio di RdC in quanto concorrono a determinare il reddito familiare, secondo quanto previsto dalla disciplina dell’ISEE (art. 2, comma 8 del d.l. n. 4/2019).

Qualora uno o più componenti del nucleo familiare svolgano attività lavorativa autonoma, d’impresa ovvero subordinata e i redditi che ne derivano non siano rilevati per l’intera annualità in ISEE, è prevista la comunicazione del reddito presunto, tramite l’apposito modello Rdc/Pdc – Com.

Così, ad esempio, per l’ISEE 2019: se la DSU è presentata dal 1° gennaio al 31 agosto 2019, l’attività di lavoro da comunicare è quella iniziata dopo il 1° gennaio 2017; se, invece, la DSU è presentata dal 1° settembre al 31 dicembre 2019, l’attività da comunicarsi è solo quella iniziata dopo il 1° gennaio 2018. Infatti, a decorrere dal 1° settembre, il nuovo ISEE che verrà rilasciato dall’INPS, prevede l’aggiornamento dei redditi e dei patrimoni all’anno precedente (2018).

Nei casi in cui, in sede di presentazione della domanda di RdC, ad esempio, nel mese di aprile 2019, sia stata dichiarata attività subordinata che si protragga nel corso dell’anno solare successivo (2020), il modello RdC/PdC – Com dovrà essere nuovamente compilato entro il successivo mese di gennaio; ciò finché i redditi della predetta attività lavorativa non siano correntemente valorizzati nella dichiarazione ISEE (DSU settembre 2021).

Se la domanda di RdC/PdC è presentata presso i CAF, gli enti di Patronato, ovvero telematicamente sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali , con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di livello 2, il modello RdC/PdC – Com Ridotto può essere compilato contestualmente alla domanda barrando l’apposita casella del Quadro E del modulo RdC/PdC. Se la domanda di RdC/PdC è presentata presso Poste Italiane ed è stata barrata l’apposita casella del Quadro E, il modello RdC/PdC – Com Ridotto dovrà essere compilato e trasmesso:

  • tramite il CAF o gli enti di Patronato solo dopo che l’INPS abbia assegnato un identificativo alla domanda di RdC/PdC ed entro 30 giorni dalla presentazione della stessa.


La mancata compilazione del modello RdC/PdC – Com Ridotto comporta l’impossibilità per l’INPS di procedere alla definizione della domanda.

Se l’attività lavorativa autonoma, d’impresa e/o subordinata, è avviata da parte di uno o più componenti il nucleo, nel corso di fruizione del beneficio, la presentazione all’INPS del modello RdC/PdC – Com Esteso, deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio di tale attività, pena decadenza.

Nei casi di attività autonoma o d’impresa, la compilazione del modello RdC/PdC – Com dovrà essere rinnovata trimestralmente, entro il 15° giorno successivo al termine di ciascun trimestre dell’anno solare.

Ai beneficiari del RdC che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC è riconosciuto in un’unica soluzione un beneficio addizionale pari a 6 mensilità di RdC, nei limiti di  780 mensili (art. 8, comma 4del d.l. n. 4/2019).

È fatto obbligo al beneficiario di comunicare all’INPS, tramite il modello Rdc/Pdc – Com Esteso, nel termine di 15 giorni, ogni variazione patrimoniale che comporti la perdita del requisito relativo al patrimonio immobiliare e relativo al possesso di beni durevoli (art. 3, comma 11, del d.l. n. 4/2019). Ad esempio, in caso di acquisto di un immobile nel mese di marzo 2019, se il valore definito ai fini ISEE di tale immobile, unitamente agli altri immobili posseduti, determina il superamento della soglia del patrimonio immobiliare prevista dal decreto, senza considerare la casa di abitazione, tale variazione deve essere comunicata. Con riferimento al patrimonio mobiliare, l’eventuale variazione patrimoniale che comporti la perdita dei requisiti è comunicata entro il 31 gennaio relativamente all’anno precedente, ove non già compresa nella DSU. Nel caso l’acquisizione del possesso di somme o valori superiori alle soglie previste per il patrimonio mobiliare, sia avvenuta a seguito di donazione, successione o vincite, la perdita dei requisiti deve essere comunicata entro 15 giorni dall’acquisizione. Resta fermo il divieto dell’utilizzo del beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Cosi, ad esempio, può accadere che a fronte di un valore nullo del patrimonio mobiliare indicato in DSU, si riceva una donazione che fa superare la soglia del patrimonio mobiliare prevista dal decreto legge per accedere al beneficio Rdc/Pdc. In tale caso la variazione deve essere comunicata entro 15 giorni.

Con il messaggio Inps numero 1983 del 14-05-2020 viene resa nota la possibilità di alcune variazioni della domanda di Rdc e Pdc :

  • la variazione delle generalità, ovvero dei dati anagrafici del richiedente la carta e del tutore, ove presente;
  • la variazione dello stato di cittadinanza e del luogo di residenza del richiedente;
  • la variazione degli estremi del documento di riconoscimento, ovvero dei dati del documento di riconoscimento del richiedente e/o del tutore, ove presente;
  • la variazione dei recapiti per le comunicazioni (dati di domicilio, e-mail e telefono cellulare).

L’Inps ha disposto il modello SR183 ai beneficiari del Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza che vogliano rinunciarvi.

COSE DA SAPERE

I requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno:

  • cittadino italiano o dell’Unione Europea;

  • abbiano compiuto 18 anni;

  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso;

  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario – come individuato dall’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 – titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;

  • titolare di protezione internazionale;

  • residenza in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda;

I requisiti economici:

  • un valore ISEE inferiore a € 9.360 (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);

  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a € 30.000;

  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a € 6.000 per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a € 10.000), alla presenza di più figli (€ 1.000 in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (€5.000 in più per ogni componente con disabilità e € 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza);

  • un valore del reddito familiare inferiore a € 6.000 annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE). Tale soglia è aumentata a € 7.560 ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a € 9.360;

Non spetta se:

  • nessun componente del nucleo familiare deve avere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);

  • nessun componente del nucleo familiare deve avere navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005);

  • nessun componente del nucleo familiare sia disoccupato a seguito di dimissioni volontarie avvenute nei dodici mesi precedenti, fatte salve le dimissioni per giusta causa;

  • nessun componente del nucleo familiare sia in stato detentivo o sia ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra P.A.;

  • nessun componente del nucleo familiare deve essere sottoposto a misura cautelare personale, nonché a condanna definitiva intervenuta nei 10 anni precedenti la richiesta per i delitti previsti dagli artt. 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del codice penale;
  • Chi è titolare di assegno o pensione di invalidità civile può richiedere il reddito di cittadinanza sempre che possieda i requisiti reddituali e patrimoniali previsti. L’assegno mensile di invalidità e la pensione di inabilità civile ammontano nel 2019 a € 285,66. Il reddito di cittadinanza va a integrare la prestazione percepita dal beneficiario sino ad arrivare alla soglia di reddito prevista (€ 780 mensili per chi vive da solo e € 1.330 per i nuclei familiari più numerosi). In altre parole il reddito di cittadinanza andrà a subire una riduzione pari all’importo della pensione di invalidità.

Decorrenza:

  • il Rdc decorre dal mese successivo a quello della richiesta;

Incentivi:

  • sono previsti incentivi per le imprese che assumono i beneficiari del Rdc;

Particolarità:

  • quando è richiesta, la certificazione rilasciata dalla autorità competente dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana, al fine di comprovare la composizione del nucleo familiare ed il possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali, va presentata successivamente alla domanda di Rdc all’INPS di competenza;
  • Dichiara che all’atto della presente domanda è già stata presentata la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE per il medesimo nucleo familiare per il quale si richiede il RdC/PdC. Al riguardo è consapevole che in presenza di un componente di età inferiore ai 18 anni sarà considerato l’ISEE per prestazioni agevolate rivolte a minorenni o famiglie con minorenni. In assenza di componenti minorenni nel nucleo sarà considerato l’ISEE ordinario. In presenza di ISEE corrente sarà comunque considerato quest’ultimo.
  • E’ consapevole che, in corso di fruizione del beneficio, in caso di variazione del nucleo familiare rispetto alla attestazione ISEE in vigore, è necessario presentare una DSU aggiornata entro 2 mesi dalla variazione pena la decadenza dal beneficio. E’ necessario presentare anche una nuova domanda di RdC/PdC ad eccezione del caso di nascita o decesso di un componente.
  • La Pensione di Cittadinanza Pdc una volta riconosciuta non ha bisogno di rinnovo.

Viene escluso dall’ Rdc chi:

  • non sottoscrive il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale;

  • non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione;

  • non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai comuni;

  • rifiuta la terza offerta congrua di lavoro;

  • non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo;

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