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ISCRO Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa

Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa ISCRO

L’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) è destinata ai soggetti iscritti alla Gestione Separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.

Per avere diritto alla prestazione è necessario possedere specifici requisiti alla data della presentazione della domanda e per tutto il periodo di erogazione della prestazione.

Il pagamento si articola in sei mensilità di importo compreso tra 250 e 800 euro mensili che decorrono dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. L’importo mensile è calcolato in funzione dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato da Agenzia delle Entrate ed in possesso dell’Istituto al momento della domanda. La prestazione è stata istituita in via sperimentale per il triennio 2021-2023 e può essere richiesta una sola volta nel triennio entro il 31 ottobre dell’anno di riferimento.

Si ribadisce che ISCRO è una misura sperimentale per il cui finanziamento è previsto un apposito stanziamento: l’INPS, pertanto, provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa comunicando i risultati di tale attività al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, la prestazione non potrà essere riconosciuta.

Esclusivamente per l’anno 2021 la domanda di indennità ISCRO potrà essere presentata a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 ottobre 2021.

Cona la circolare INPS n. 94 del 30-06-2021 vengono fornite le istruzioni amministrative in materia di indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) con gli esempi di calcolo della prestazione.

Per approfondimenti:

all’articolo 1, commi da 386 a 400 della Legge n. 178 del 30 dicembre 2020 – Istituzione della prestazione ISCRO; – all’articolo 2, comma 26 della legge dell’8 agosto 1995 n. 335 – Gestione separata;– comma 1 dell’articolo 53 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 – Lavoro autonomo.

Destinatari

L’indennità ISCRO, ai sensi dell’articolo 1, comma 387, della legge n. 178/2020, è destinata ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e professioni.

Requisiti per accedere alla prestazione

  • Non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie. Tale requisito deve essere mantenuto durante tutta la percezione dell’indennità;
  • Non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza (DL n. 4/2019). Tale requisito deve essere mantenuto durante tutta la percezione dell’indennità;
  • Avere prodotto un reddito da lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda (es. per le domande 2021, il reddito 2020 deve essere inferiore al 50% della media dei redditi 2017, 2018, 2019).
  • Per le domande presentate nel 2021, aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro;
  • Essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • Essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

Decadenza dalla prestazione

Il beneficiario dell’indennità ISCRO decade dal diritto alla prestazione al verificarsi dei seguenti casi:

1) cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità (cfr. l’art. 1, comma 395, della legge n. 178/2020);

2) titolarità di trattamento pensionistico diretto di cui al paragrafo 2.2.1 della presente circolare (cfr. il combinato disposto di cui all’art. 1, comma 388, lett. a), e comma 390 della legge n. 178/2020);

3) iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie (cfr. il combinato disposto di cui all’art. 1, comma 388, lettera a), e comma 390 della legge n. 178/2020);

4) titolarità del Reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge n. 4/2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26/2019 (cfr. il combinato disposto di cui all’art. 1 comma 388, lettera b), e comma 390 della legge n. 178/2020).


Circolare INPS n. 94 del 30-06-2021

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