Patronato

Maternità Enpam

L’Enpam assicura un’indennità economica che copre i due mesi precedenti il parto e i tre mesi successivi.

L’indennità è pagata a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività professionale.

Per le studentesse in Medicina e Odontoiatria iscritte all’Enpam è previsto un sussidio assistenziale.

L’importo dell’assegno corrisponde all’ 80% di 5/12 del reddito professionale che l’iscritta ha denunciato ai fini fiscali nel secondo anno precedente alla data del parto (si considera il parto effettivo e non la data presunta: per cui ad esempio se, secondo i calcoli, si presume che il bambino nasca il 30 dicembre 2017 ma poi nasce il 3 gennaio 2018, si prende come riferimento il reddito 2016, dichiarato nel 2017).

È comunque previsto un assegno minimo, garantito a tutte le dottoresse anche in assenza di redditi, e un importo massimo.

L’importo del sussidio di maternità per le studentesse viene stabilito dal Consiglio di amministrazione dell’Enpam con Bando annuale.

COSE DA SAPERE

Hanno diritto all’indennità:

  • tutte le professioniste iscritte all’Ordine purché non siano tutelate da altre gestioni. L’Enpam integra comunque le prestazioni che non dovessero arrivare al minimo assicurato;
  • le iscritte al corso di formazione in Medicina generale;
  • le specializzande per i periodi eventualmente non coperti dalla borsa di specializzazione (se il bambino nasce al termine del periodo di formazione oppure quando la specializzanda ha già fatto 12 mesi di assenza per maternità o malattia).

Hanno diritto al sussidio (invece che all’indennità) :

  • le studentesse del quinto/sesto anno di corso di Medicina e Odontoiatria che hanno scelto di iscriversi all’Enpam. Per avere diritto all’importo integrale del sussidio è necessario che la studentessa si sia iscritta all’Enpam prima di essere diventata mamma. Per gli altri requisiti si veda il Bando annuale.

Casi particolari :

Il papà ha diritto all’indennità, sì ma solo nel caso in cui la mamma (anche non iscritta all’Enpam, purché sia libera professionista) sia deceduta o sia gravemente malata, o nel caso in cui la mamma abbia abbandonato il bambino o sia il padre ad averne l’affidamento esclusivo.

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